Giubileo Francescano 2026
Dalle Stimmate al Cantico: Roma e Assisi celebrano l’Ottavo Centenario di San Francesco
Il 2026 segna un traguardo storico per la spiritualità e l'arte cristiana: l'ottavo centenario del "Transito" di San Francesco d’Assisi. Dopo un cammino iniziato nel 2023, siamo entrati nel vivo dell’Anno Giubilare Francesco, un periodo di grazia che tocca profondamente anche la nostra città.
Roma, luogo dove il Poverello chiese l'approvazione della Regola, si unisce ad Assisi in questo Giubileo speciale. Per chi si occupa di arte sacra, questo centenario è un’occasione unica per riscoprire l'iconografia francescana: dalle prime raffigurazioni medievali alle interpretazioni contemporanee che ancora oggi cercano di catturare il mistero delle Stimmate e la bellezza del Cantico delle Creature.
Visitare le chiese francescane di Roma in questo anno non è solo un atto di devozione per ottenere l'Indulgenza Plenaria, ma un viaggio estetico tra capolavori che hanno segnato la storia dell’arte sacra mondiale.
Cenni storici
Dalla Verna al Transito (1224-1226)
Il biennio conclusivo della vita di San Francesco d’Assisi è considerato il suo "testamento spirituale e artistico", un periodo di sofferenza fisica ma di altissima elevazione mistica che ha cambiato per sempre l’iconografia sacra.
Il Sigillo delle Stimmate (1224)
Tutto ha inizio sul monte della Verna nel settembre 1224. Qui, secondo le fonti (come la Vita Prima di Tommaso da Celano), Francesco ricevette i segni della Passione di Cristo. Questo evento non è solo un fatto teologico, ma una rivoluzione per l'arte: da quel momento il "Poverello" viene ritratto come Alter Christus, un uomo che porta nel corpo i segni del divino.
La Nascita del Cantico delle Creature (1225)
Nonostante la malattia agli occhi che lo rendeva quasi cieco, Francesco compose nel 1225 il Cantico delle Creature (o di Frate Sole) presso il convento di San Damiano. È il primo grande testo della letteratura italiana, ma anche un manifesto estetico: la bellezza del creato (il sole, la luna, l'acqua) diventa la via per arrivare a Dio, influenzando secoli di paesaggistica nell'arte sacra.
Il "Transito" e l'eredità (1226)
Sentendo vicina "Sora Morte", Francesco chiese di essere riportato alla Porziuncola, il luogo dove era nata la sua vocazione. Morì nudo sulla nuda terra la sera del 3 ottobre 1226. Solo due anni dopo, nel 1228, Papa Gregorio IX lo proclamò Santo, dando il via alla costruzione della Basilica di Assisi e a una fioritura artistica senza precedenti (da Cimabue a Giotto).